L'associazione "Solidarieta-Dimbalente" si è costituita su iniziativa dei citadini senegalesi che vivono e

lavorono a Voghera (pv).Il solidalizio ha lo scoppo di sostenere e rafforzare la solidarietà tra  i propri membri ed operare per superare problemi e ostacoli che potrebbero sorgere durante la loro permanenza in Italia, nonchè diffondere la propria cultura  e relazionarsi con la cittadinanza vogherese in sprito di collaborazione e convivenza.

 

LA TROISIEME EDITION DE LA JOURNEE " FRANCO VANZATI"AURA LIEU LE 28 SEPTEMBRE 2013 AU CENTRE

AUSER DE LA RUE FAMGLIA CIGNOLI 1 A VOGHERA (PV).

 

TERZA EDIZIONE GIORNATA "FRANCO VANZATI"  IL 28 SETTEMBRE 2013 AL' AUSER DI VOGHERA ,VIA  FAMGLIA 

CIGNOLI 1 (


Ajouté le 31/08/2013 par ASSOCIATION

 

L'attaccante del Milan dopo i cori del match contro la Roma. "È qualcosa di veramente stupido. Sarei uscito già domenica, poi Boateng mi ha convinto"

16 maggio 2013 - ''Al prossimo coro razzista, lascio il campo''. È la promessa di Mario Balotelli, attaccante del Milan nuovamenter insultato domenica scorsa durante il match con la Roma.

 ''Ho sempre detto che se'' un episodio di razzismo ''dovesse verificarsi allo stadio, farei finta di niente. Ma questa volta ho cambiato idea almeno in parte - ha spiegato in un'intervista alla Cnn-. Se succedera' di nuovo, lascero' il campo perche' e' qualcosa di veramente stupido''.

Proprio a causa degli insulti a SUper Mario, domenica sera l'arbitro Gianluca Rocchi ha sospeso per un paio di minuti la partita. Il calciatore, a quanto pare, ha pensato di abbandonare il match ma e' stato dissuaso dal compagno Kevin Prince Boateng, protagonista a gennaio di un gesto eclatante nell'amichevole giocata dal Milan a Busto Arsizio con la Pro Patria.

''Ho parlato con Prince, stavo per andarmene ma credevano volessi andar via per qualche problema con la partita. Poi magari vinciamo 3-0. Ho detto 'no, meglio se giochiamo e poi parliamo'. Altrimentio, avrei lasciato il campo domenica''. La Roma e' stata punita con un'ammenda di 50.000 euro e una diffida.


Ajouté le 16/05/2013 par STRANIERI IN ITALIA

 

Buongiorno, ho un permesso di soggiorno per lavoro autonomo ma sono stato assunto a tempo indeterminato da poco. Vorrei sapere la procedura per la conversione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.alt

16 maggio 2013 – Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o subordinato e per motivi familiari può utilizzarlo anche per le altre attività consentite, anche senza richiederne immediatamente la conversione o rettifica, per il periodo di validità dello stesso. La conversione dovrà obbligatoriamente essere fatta al momento del rinnovo del soggiorno allegando la documentazione richiesta per la tipologia del permesso relativa all'attività che effettivamente si svolge al momento del rinnovo del documento (art. 14 del D.P.R. 394/99 come sostituito dall'art. 13 del D.P.R. 334/2004).

Nella fattispecie, il permesso di soggiorno per lavoro autonomo consente di svolgere l’attività lavorativa derivante da un contratto di lavoro subordinato (cioè da dipendente)  sino alla scadenza del documento. Al momento di richiedere la conversione del soggiorno, lo straniero deve risultare già iscritto al Centro per l’Impiego e il rapporto di lavoro deve essere in corso nonché deve essere stata fatta la comunicazione da parte del datore di lavoro alla Direzione Provinciale del lavoro al momento dell’assunzione. La conversione può essere richiesta alla Questura direttamente al momento del rinnovo del soggiorno mediante la compilazione del kit delle poste e allegando, in copia, la documentazione pertinente al proprio caso:

  • Passaporto in corso di validità e permesso di soggiorno dal quale si richiede la conversione;
  • Codice fiscale o tessera sanitaria plastica (ammessa come sostitutivo del codice fiscale);
  • Documento d’identità del datore di lavoro (se si tratta di un cittadino straniero anche copia del titolo di soggiorno)
  • Contratto di assunzione, firmato da entrambi le parti
  • Modello UNILAV o denuncia di rapporto di lavoro domestico (dipende dal caso)
  • Documentazione per dimostrare il reddito: Modello CUD (per chi è in possesso) e buste paghe o bollettini INPS nel caso si tratti di un rapporto di lavoro domestico;
  • Visura camerale e reddito dell’azienda (se è questo il caso);
  • Documentazione riguardante l’alloggio (contratto di affitto o comodato / dichiarazione di ospitalità / cessione di fabbricato) e certificato d’idoneità alloggiativa
  • Marca da bollo da € 14,62 (in originale)
  • Attestazione di servizio (dichiarazione del datore di lavoro che il rapporto di lavoro è ancora in essere)
  • Copia dell’iscrizione dello straniero al Centro per l’Impiego
  • Comunicazione fatta alla Direzione Provinciale del Lavoro


D.ssa Maria Elena Arguello


Ajouté le 16/05/2013 par STRANIERI IN ITALIA

 

Secondo il tribunale di Milano per il sussidio non serve necessariamente la carta di soggiorno, l'importante è che la presenza in Italia non sia episodica o di breve durata. Inps condannata a pagarlo a un’anziana peruviana invalida

Roma – 16 maggio 2013 - Non serve la carta di soggiorno per l’indennità di accompagnamento. Possono ottenerla anche i cittadini stranieri invalidi che hanno un “normale” permesso di soggiorno.

A ribadirlo è stato qualche settimana fa il tribunale del Lavoro di Milano, che ha accolto un ricorso contro l’Inps presentato da un’anziana peruviana tramite il patronato Inas Cisl, che ha diffuso la sentenza.

Nel 2010 la donna era stata riconosciuta da una commissione sanitaria della Asl di Milano come “ultra65enne invalida con necessità di assistenza continua”, “non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”. Aveva quindi chiedo l’indennità di accompagnamento, circa 500 euro mensili pagati dallo Stato.

L’Inps, però, gliel’aveva negata, sostenendo che il sussidio è riservato ai cittadini italiani, comunitari o stranieri con carta di soggiorno (permesso ce per soggiornanti di lungo periodo). Una tesi smontata dal tribunale del Lavoro, che ha fatto riferimento a tre pronunce della Corte Costituzionale, che hanno cancellato quel requisito.

“Il cittadino straniero – scrive il giudice - anche se titolare del solo permesso di soggiorno ha diritto di vedersi attribuire l’indennità di accompagnamento, la pensione di inabilità e l’assegno di invalidità, ove ne ricorrano le condizioni previste dalla legge”. La carta di soggiorno non è indispensabile, “l’erogazione di prestazioni assistenziali” può essere infatti subordinata solo “alla circostanza che il titolo di legittimazione dello straniero al soggiorno nello Stato ne dimostri il carattere non episodico e non di breve durata”.

La signora, insomma, non è certo una turista, è qui regolarmente ed è invalida. L’inps dovrà quindi pagarle l’indennità di accompagnamento. E presto potrebbe essere costretta a fare lo stesso con altri immigrati, come spiega Maurizio Bove, responsabile immigrazione della Cisl di Milano: “Altri 30/35 fascicoli analoghi sono già stati inviati ai nostri legali per procedere con i relativi ricorsi”.

Scarica la sentenza

EP


Ajouté le 16/05/2013 par STRANIERI IN ITALIA

 

LasciateCIEntrare contro il “documento programmatico” scritto dalla task force guidata da Ruperto. “Rispettare i diritti costa meno che violarli”

Roma – 8 maggio 2013 - Non prendere in considerazione il “Documento programmatico sui Centri di Identificazione ed Espulsione” scritto dalla task force del ministero dell’Interno e avviare una discussione, con la politica e con le associazioni, per arrivare al superamento dei Cie. “Tenendo comunque presente che rispettare i diritti delle persone costa, anche in termini economici, meno che violarli”

È l’appello lanciato al governo dai promotori della campagna LasciateCIEntrare, che hanno risposto ieri al documento del Viminale.

Quel documento, denunciano, è stato realizzato “da un gruppo di lavoro composto esclusivamente da funzionari del Ministero dell’Interno che hanno lavorato in assoluta segretezza, del tutto impermeabili alle pur rilevanti analisi e proposte avanzate da più parti sul tema dei C.I.E”. E presentato in “una situazione di gravissima crisi istituzionale, sottolineata dalla rielezione del Capo dello Stato, e di temporanea paralisi dell’attività governativa”, ignorando anche le più recenti analisi e prese di posizione autorevoli, estremamente critiche verso lo stato della detenzione amministrativa”.

La task force guidata dal sottosegretario Saverio Ruperto, ricorda LasciateCIEntrare, ha “prospettate soluzioni ulterioremente ed inutilmente repressive (quali ad es. l'isolamento) per contrastare le sommosse dei trattenuti, persone, lo si vuole ricordare, sottoposte a detenzione meramente amministrativa a causa della sola condizione di irregolarità (condizione subita e non certamente voluta)”.

E ha dimenticato “quanto di recente stabilito dalla sentenza del Tribunale di Crotone del 12.12.2012 che ha assolto dei cittadini stranieri accusati di danneggiamento e di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto la rivolta era una “difesa proporzionata all'offesa”. Offesa consistente nel trattenimento in strutture ”al limite della decenza”, cioè, ha evidenziato il giudice, “non convenienti alla loro destinazione: che è quella di accogliere essere umani”.

Inoltre, quel documento “ sembra ignorare e mal interpretare sia alcuni disposti normativi sia le prassi illegittimamente attuate nei Cie e negli altri centri “informalmente” ed arbitrariamente adibiti a Cie. Nessuna parola viene poi spesa sulle categorie più vulnerabili di trattenuti quali ad esempio le donne vittima di tratta che dovrebbero poter usufruire effettivamente delle tutele offerte dall'art. 18 testo unico immigrazione”.

Di qui la richiesta che “il Ministero dell’Interno e le Istituzioni governative e parlamentari non tengano conto del Documento Programmatico sui CIE, che manifesta la totale ignoranza delle effettive criticità della detenzione amministrativa e auspicano che venga istituita una Conferenza nazionale, nella quale siano coinvolte le associazioni, le Commissioni parlamentari, i partiti, con l’obiettivo di predisporre un programma serio e concreto di superamento del sistema dei CIE e di riforma della legislazione in materia di immigrazione e asilo in un'ottica di riduzione anziché di fabbricazione dell'irregolarità e di tutela dei soggetti vulnerabili come imposto anche dalle direttive europee”.


Ajouté le 08/05/2013 par STRANIERI IN ITALIA

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